In pochi anni Ponza assume l’aspetto che ha conservato fino agli anni quaranta del nostro secolo, fino a quando cioè comincia il lento ma continuo abbandono dell’agricoltura.

In pochi anni Ponza assume l’aspetto che ha conservato fino agli anni quaranta del nostro secolo, fino a quando cioè comincia il lento ma continuo abbandono dell’agricoltura. Fino ad allora il “paesaggio agrario era caratterizzato da una successione altimetrica di gradini che sfiancavano il pendìo della montagna, permettendo strisce orizzontali suscettibili di coltivazioni” (O. Baldacci). Noi di Cocò Noleggio Barche conosciamo bene la storia.  Il terreno veniva spesso portato a spalla o a dorso d’asino e concimato con alghe messe a macerare per un anno.

Tali strisce di terreno, difeso dall’azione eolica e dalle acque piovane, venivano chiamate “catene”, contenute da muri a secco detti “parracine”. In ogni “catena” si sviluppavano, a filari semplici e doppi, a secondo della larghezza, le viti di uva bianca. Nello spazio lasciato libero si coltivavano grano e legumi (cicerchie, lenticchie, fave, piselli).

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